mercoledì 6 maggio 2009
Riflessioni
E' già passato 1 mese dal terremoto in Abbruzzo e quasi improvvisamente sui media è calata l'attenzione... copioni giá visti...
Sono trascorsi 12 anni dal terremoto Umbria-Marche (settembre 1997) e il centro storico di Nocera Umbra è ridotto ancora ad un paese fantasma in fase di ricostruzione. Questa foto l'ho scattata lì qualche giorno fa...

Sono trascorsi 12 anni dal terremoto Umbria-Marche (settembre 1997) e il centro storico di Nocera Umbra è ridotto ancora ad un paese fantasma in fase di ricostruzione. Questa foto l'ho scattata lì qualche giorno fa...

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Hai ragione Anna, è sempre la stessa storia...a botta fresca fà notizia, poi tutto sfuma e l'attenzione torna su veline e calciatori o comunque inutili e futili pettegolezzi.....non è giusto, e la foto che hai scattato e desolante..
purtroppo uno dei difetti che riscontro nelle abitudini del nostro Paese è l'incostanza: così come nelle piccole cose di ogni giorno ci stanchiamo alla svelta di sforzarci di cambiare abitudini (come ad esempio usare borse di stoffa-come segnali nel tuo prossimo post), così anche nelle tragedie siamo bravissimi a mandare aiuti e a mobilitare il mondo intero ma nel giro di poche settimane la bolla si sgonfia...e dopo che anche gli sciacalli hanno raccolto l'ultima briciola per saziare il bisogno di scoop e audience rimane solo silenzio...
qui si tratta veramente di una nuova mentalità... nel nostro piccolo, giorno dopo giorno, impariamo ad impegnarci per costruire un Paese meno fanfarone!
daria
O_O
sai che pansavo a 'sta cosa mentre il tg parlava incessantemente del terremoto? mi chiedevo quanto sarebbe durato, perchè ormai si sa che in tv parlano solo di quello che fa notizia al momento... che squallore.
e per la foto che hai scattato non so che dire... ma anche chi abita lì non sente il bisogno di fare qualcosa? quantomeno raccogliere e gettare i calcinacci? mah...
Mah, non so che pensare... mi sono fatta l'idea che molti dei centri storici di paesi come questo sono già abbandonati da tempo (anche prima del terremoto). Tuttavia è pittosto triste e sconsolante vedere questo centro così vuoto, desolato e "incompleto"...
E poi penso abbia ragione Daria quando dice che è la mentalità di tutti che deve cambiare...
un vecchio preverbio: chi muore giace e chi vive si dà pace...
i problemi sono di chi ce l'ha...
per chi non mi conosce dico che sono abruzzese, non terremotata direttamente ma indirettamente sì, affettivamente ed economicamente, e so bene che, a parte l'emergenza, nessuno potrà aiutare nessuno all'infinito.
ci si corcia le maniche e si va avanti. come fanno tutti, per tutti i problemi del mondo, nelle case, nelle famiglie, nei villaggi somali e afgani.
come dice cipi se non interessa a chi ci vive raccogliere i calcinacci vuol dire che non è necessario. nulla è infinito, vale anche per i centri storici. è la vita che è necessaria, non le pietre, i mattoni, le strade. siamo viventi della terra, figli della natura, tal quale le formiche: distrutto un formicaio; tirate per le zampe le formicuzze morte, si va avanti e si rifà un altro formicaio... con una differenza, le formiche non hanno il cellulare e internet e quindi non sentono il calore della solidarietà che nell'emergenza, ti riscalda e ti dà la forza per fare tutto quello che ho detto sopra...
un abbraccio matilda